giovedì 15 ottobre 2015

Galletto Livornese ai profumi del bosco

Eccoci arrivati all'appuntamento mensile con L'MTC, questo mese si parla in primis di tecnica. L'argomento è IL POLLO RIPIENO.. leggere tra le righe disossare il pollo, riempirlo e ricucirlo... Vi dirò li per lì ho pensato anche che non fosse nemmeno tanto difficile poi quando ho avuto la bestiola tra le mani ci ho ripensato, ho imprecato ma però alla fine quando ho visto e assaggiato il risultato ho ringraziato Patrizia per aver proposto questo tema.
Dovete sapere che ho conosciuto Patrizia durante un blogtorur in Garfagnana del quale vi parlerò in seguito, abbiamo condiviso la camera: Si sono io la ragazza che dormiva alle 6 di mattina mentre lei ragionava sulla ricetta... ma lei non ha fatto trapelare nulla..



Ora che vi ho raccontato un pò la storia di questa sfida vi racconto la storia del galletto: è sabato mattina e vado al mercato organizzato dal consorzio agrario proprio dietro casa, c'è il contadino che vende uova, galline e galletti. Così scelgo un bel galletto Livornese, un pò scarno ma almeno sono sicura che ha razzolato a terra! 
Arrivo a casa e mi accingo nella preparazione, a questo punto voglio precisare che il galletto era provvisto di testa e gambe e vi dirò è stato quasi più difficile tagliare il collo e le zampe che fare il resto ;-)
Arriviamo al punto, per disossare il pollo ho seguito passo passo le indicazioni date da Patrizia in questo post, ero talmente presa dalla disossatura che ho dimenticato di fotografare tutte le varie fasi (sono la solita testa..)

Per il ripieno ho voluto utilizzare i sapori del bosco: Castagne e funghi accompagnati con bietola e ricotta.

Ingredienti per il galletto ripieno:

1 galletto livornese
10 castagne bollite
2 funghi porcini non troppo grandi
70g di ricotta
1 mazzo di bietole
olio Evo
sale 
pepe
rosmarino e salvia

Pulite e disossate il pollo in questo modo: (riporto le indicazioni precise di Patrizia):

Prendete il vostro busto di pollo eviscerato, pulito e fiammato per eliminare eventuali residui di piume. Rinfreschiamo subito un po' di anatomia andando a lussare entrambe le cosce. Con il busto del pollo dritto di fronte a voi, dovrete infilare il pollice della mano sinistra (se non siete mancini) nella cavità intestinale fino a toccare l'articolazione dell'anca. Con l'altra mano tirate indietro la coscia rompendo l'articolazione. Il femore deve uscire dalla cavità dell'anca. Fate la stessa cosa con l'altra coscia. 

Dovete togliere la forcella dello sterno. E' una delle operazioni più delicate: ruotate il pollo sempre in posizione supina, con il petto verso di voi. Spingete indietro delicatamente la pelle della cavità del collo. Toccate la polpa del petto intorno alla cavità e potrete percepire la forcella. Incidetela con la punta del coltello.

Con il coltello raschiate la carne intorno alla forcella in modo da farla apparire, quindi con delicatezza recidetela al vertice con il trinciapollo, facendo attenzione a non bucare la pelle. 

La forcella è libera anche se l'osso lungo è ancora all'interno e verrà eliminato successivamente.

Adesso ruotate nuovamente il pollo e mettetelo con il petto a contatto con il tagliere. Tenetelo   schiacciato con una mano ed incidete nel centro della spina dorsale scendendo dal collo alla coda. Qui troverete resistenza all'inizio ma poi proseguendo sarà molto più agile. Aprite quindi il pollo a libro. Via via che procedete nel lavoro, asciugatevi bene le mani cercando di averle sempre prive di grasso che inevitabilmente potrebbe rilasciare il volatile. Il coltello deve essere sempre ben fermo nella vostra mano. 

Procedendo dall'alto verso il basso e dalla colonna verso l'interno, fate scorrere la lama del coltello appoggiandola alla cassa toracica ed incidendo in profondità, cercando i raschiare bene la polpa dalle costole. Procedete con calma da una parte e poi dall'altra. 
A questo punto avrete quasi terminato la parte più difficile. La gabbia toracica sarà quasi completamente staccata dal petto. Resterà lo sterno che potrete sollevare e staccare dal basso verso l'alto. Una volta inciso nella lunghezza, si staccherà completamente il resto dell'ossatura. Toccate il bordo del petto all'altezza del collo ed eliminate la parte lunga della forcella sempre incidendo con la punta del coltello. Tenete la carcassa da parte. 

Adesso grattate via la polpa dalle ossa delle anche e staccate l'osso dalla giuntura della coscia con il trinciapollo. L'osso lungo della coscia sarà invece lasciato al suo posto per mantenere una bella forma finale. 

Tagliate con il trinciapollo le ali all'altezza dell'articolazione. Quindi rimuovete il resto dell'ala in corrispondenza delle giunture. Spingete con il dito la pelle dell'ala all'interno della cavità che si sarà formata dopo l'eliminazione dell'osso.  

Il vostro pollo è disossato. Palpate con le mani la carne di tutta la superficie per sentire se qualche piccola scheggia di osso sia rimasta ed eventualmente eliminatela.



A questo punto potete riempire il pollo. Prendete la bietola lessata e strizzata e amalgamatela con la ricotta, aggiungete un pizzico di sale ed una grattugiata di pepe. Stendete questo impasto sul pollo.
Prendete le cappelle dei porcini, tagliatele a fettine e disponetele sopra, terminate con le castagne.



Prendete i due lembi estremi e ricomponete il galletto. A questo punto dovrete cucirlo con un filo per alimenti o un filo di seta.
Prendete un foglio di carta da forno e inumiditelo, avvolgeteci dentro il galletto e alla fine avvolgete il tutto nella carta stagnola.
Fate riposare in frigo un paio di ore e poi procedete alla cottura.
Massaggiate il galletto con sale e olio e infornate a 200°C per circa 40 minuti.

Ingredienti per il contorno:
ho deciso di accompagnare il galletto con delle cipolline in agrodolce e delle patate al rosmarino

400g di cipolline pelate
olio Evo
Sale 
1 cucchiaio di zucchero
1/4 di tazzina di aceto balsamico

Scaldate l'olio in una casseruola, aggiungete le cipolline e fate soffriggere. Sfumate con l'aceto e aggiungete lo zucchero. Aggiustate di sale e ultimate la cottura (occorrono circa 30 minuti a fuoco moderato)

5 patate di medie dimensioni
1 spicchio di aglio
2 rametti di rosmarino
olio di semi di mais

Pelate le patate, lavatele in acqua corrente e mettetele in una teglia con l'olio di semi. Preparate un trito finissimo di rosmarino e cospargeteci le patate. Aggiungete uno spicchio di aglio in camicia ed infornate a 250°C per circa 35/40 minuti.



Ingredienti per il gravy aromatizzato all'aceto balsamico:
2 noci di burro
1 cucchiaio di farina 
500ml di brodo di pollo 
2 cucchiai di aceto balsamico

Con la testa, le zampe e le ossa tolte ho fatto un brodo di pollo aggiungendo anche una carota e una costola di sedano.
Sciogliete il burro ed incorporate la farina facendo un roux, aggiungete a filo il brodo e mescolate, fate restringere ed alla fine aggiungete l'aceto balsamico. Ho scelto di servire la salsa a parte.


Con questa ricetta partecipo all' MTChallenge n.51 e ringrazio Patrizia per le indicazioni precise e per la bella sfida.. buon Pollo!!!


Ambra

giovedì 1 ottobre 2015

ORO - L'alchimia del gusto gelato - una gelateria sopra le righe nel cuore di Pisa

Vi va un gelato un pò diverso dal solito? Con ingredienti di eccellenza, ricercati e biologici? Se passate da Pisa fatevi un giro in Piazza della Pera (o Piazza Chiara Gambacorti), sul lato destro della piazza troverete la gelateria ORO L'alchimia del gusto gelato.


L'idea di questa gelateria, un pò sopra le righe nasce da: Simona, Matteo, Massimiliano e Marcella. Tre ingegneri ed una laureata in lingue, ognuno di loro ha una carriera avviata ma 3 di loro decidono coraggiosamente di cambiare vita. A dicembre 2014 dopo aver frequentato corsi da maestri gelatieri e fatte alcune indagini di mercato decidono di aprire la loro attività a Pisa, così il 23 maggio 2015 viene inaugurata questa bella attività.
Come vi ho detto è una gelateria sopra le righe ma per capire partiamo dagli Ingredienti.

Tutti gli ingredienti sono di origine biologica e vengono acquistati tramite i GAS (Gruppi di acquisto solidali), alcuni esempi:
Il latte crudo viene acquistato dalla Azienda Agricola Poggio di Camporbiano (San Gimignano), viene poi pastorizzato direttamente nel laboratorio di gelateria.

La frutta secca, in particolare le noci di macadamia viene acquistata dalla cooperativa Chico Mendez associazione equosolidale operante in Bolivia ed in altri paesi del Sud America



I coni gelato vengono prodotti direttamente all'interno del laboratorio di gelateria utilizzando una la farina di grani antichi della azienda agricola Guglielmi Carla di Orciano (PI). La scelta di produrre i coni direttamente è dettata dal fatto che i titolari vogliono creare un gelato utilizzando solo gli ingredienti base, senza l'aggiunta di additivi e conservanti.



Ma veniamo finalmente alla preparazione del gelato ed ai gusti.... Il nome del negozio già dice tanto "L'alchimia del gusto gelato", tutto ruota intorno a questo. In questa gelateria tutto ruota intorno all'alchimia, qui potete trovare:

I GUSTI ELEMENTARI: suddivisi in Fuoco (gusti forti e appassionati), Aria (gusti leggeri), Acqua (gusti dissetanti e gusti a base di acqua) e Terra (gusti classici)
I GUSTI ALCHEMICI: nascono dall'idea dei 4 gelatai mescolando ed elaborando i gusti elementari, tra questi potreste trovare: Osiride (Ricotta di pecora, fichi caramellati e noci) Buongiorno (mascarpone, caffè e cioccolato) e tanti altri.



Oltre a questi gusti potrete farvi preparare il gelato al volo, in questa gelateria potrete assistere alla spettacolare preparazione del gelato con azoto liquido oppure potrete creare il vostro gelato come più vi piace grazie all'utilizzo della piastra fredda (-15°C) che permette ai gelatai di mischiare al gusto del gelato granelle, frutta e aromi e creare per ognuno un gusto diverso.



La sera che h deciso di andare a far visita a Simona lei mi ha preparato con la tecnica dell'azoto liquido un buonissimo sorbetto alla mora e lavanda con Vodka


Ultima cosa che mi preme segnalare su questa piccola gelateria è che tutto il packaging utilizzato è completamente biodegradabile ed inoltre la gelateria è fornita di luci a risparmio energetico ed i frigoriferi non utilizzano il glicole (rifiuto inquinante e difficile da smaltire) come fluido di raffreddamento ma hanno un raffreddamento a ventilazione forzata.

Detto tutto questo, ringrazio Simona per l'intervista e per il gelato e vi invito se siete di Pisa o se passate da qui per caso a provare questo gelato e poi ditemi che ne pensate

Un saluto
Ambra



giovedì 24 settembre 2015

Storia di un croissant che non voleva lievitare

Eccomi, sono tornata da un magnifico viaggio in Perù! Ad accogliermi ho trovato il giubileo dell MTC che pensate bene ha deciso di festeggiare con la semplicissima ricetta del croissant sfogliato.
Veniamo a noi, rientro in casa domenica sera alle 23 dopo  giorni di assenza, ovviamente lunedì mattina alle 8.30 vai a lavoro (che vuoi farti mancare qualcosa ?!) e così via per tutta la settimana, quindi mi sono ritrovata nell'impresa di preparare l'impasto per questi benedetti croissant la sera nei ritagli di tempo.
Premetto che la ricetta era bella da fare invidia e spiegata con il supporto dei video e delle schede in modo divino, ma io, si sa con la pasticceria non ho un buon rapporto.. Già mi era andata di lusso con il pan di spagna quindi lo scivolone ci stava tutto.
Non so dove ho sbagliato, ma i miei croissants non hanno lievitato affatto (per non parlare della sfogliatura), confrontandomi anche con gli altri della community una tra le ipotesi potrebbe essere che la farina di castagne con la quale ho deciso di impastare i croissants abbia "disturbato" l'impasto. 
Comunque bando alle ciance visto che questa mattina alle 4.00 mi sono svegliata per vegliare la lievitazione dei croissants e c'ho messo tutto l'impegno che potevo pubblico comunque la ricetta e festeggio il giubileo dell'MTC.
Come detto l'idea era quella di fare dei croissants con la farina di castagne (o farina di neccio come si dice dalle mie parti) e farcirli semplicemente con ricotta di pecora.



Per la ricetta ho seguito la ricetta data da Luisa passo passo, la ringrazio e mi complimento con lei per il meraviglioso post che potete trovare qui.
La riporto fedelmente modificando solo le dosi della farina per l'aggiunta della farina di castagne:

Croissants


x circa 12 croissants


200 g farina 00, W300-330 meglio, se non possibile W350
200g di farina di castagne
220 ml latte


40 g burro ammorbidito a temperatura ambiente

30 g zucchero

4 g lievito di birra secco attivo

9 g sale

4 g aceto di vino bianco

200 g burro per sfogliatura

Per la farcitura: 200g di ricotta di pecora fresca




In una ciotola sciogliete lo zucchero ed il sale con il latte e l’aceto.
A parte setacciate la farina con il lievito di birra istantaneo.

Unite il burro, gli ingredienti liquidi a quelli secchi fino ad ottenere un impasto grezzo.

È importante che l’impasto non venga lavorato eccessivamente, in modo da evitare di sviluppare la maglia glutinica. Se ciò dovesse accadere vi ritrovereste con un impasto troppo forte che si strappa durante la fase della sfogliatura.

Formate un quadrato e avvolgetelo in pellicola alimentare. Fate riposare il panetto in frigo per 6 ore e se notate che l’impasto lievita dopo un paio d’ore sgonfiate l’impasto.

Poco prima di tirare fuori l’impasto preparate il panetto di burro schiacciandolo tra due fogli di carta da forno come mostrato nei video. Rimettete il panetto di burro nel frigo mentre stendete l’impasto.

Stendete l’impasto a circa 6 mm di spessore facendo in modo che sia largo poco più del panetto di butto e alto due volte l’altezza dello stesso.

Mettete il burro su una metà e richiudetevi l’altro lembo sopra come nel video di Envie de Bien Manger e procedete con la piega a tre (a differenza di quanto mostrato nel video, dove viene fatta una piega a quattro).



Mi raccomando, siate pazienti e per la stesura dell’impasto fate esattamente come lui, soprattutto la cosa di schiacciare con il mattarello, perché così non rischierete di strapparlo.

Avvolgete l’impasto in pellicola alimentare e fate riposare in frigorifero circa mezz’ora.

Stendete il rettangolo, avendo cura che la piega sia alla vostra destra, tirandolo ad una lunghezza corrispondente a tre volte il lato corto e fate una piega a tre come mostrato nel video.

Avvolgete in pellicola alimentare e fate riposare in frigorifero circa mezz’ora. Ripetete la piega a tre e il riposo in frigo. Se fa eccessivamente caldo fate riposare 15′ in frigo e 15′ in freezer.

Fuori dal frigo dividete l’impasto in due e stendete le due porzioni ad una dimensione di 26 x 34 cm e uno spessore di circa 3-4 mm ciascuna. Il piano di lavoro deve essere infarinato a sufficienza, ma non esagerate!

Sbattete l’impasto sul piano di lavoro due volte, per favorire sfogliatura, dopodiché tagliate dei triangoli dalla base di 11 cm circa (io uso un coltello molto grande e affilato tipo da macellaio).

Fate riposare i triangoli per 20′ in frigo prima della formatura.
Fuori dal frigo stirate leggermente la punta dei triangoli, praticate una piccola incisione in mezzo alla loro base e arrotolate con delicatezza i lembi senza premere né stringere troppo l’impasto.





Se fate i croissant la sera per il mattino lasciateli lievitare sulla teglia per un’ora, coperti con pellicola alimentare, dopodiché metteteli in frigo per tutta la notte.
La mattina tirate i croissants fuori dal frigorifero almeno due ore prima della cottura, spennellateli con dell’uovo sbattuto e passato attraverso un colino a maglia fitta muovendo il pennello dal centro del croissant verso l’esterno per evitare che l’uovo faccia attaccare gli strati della sfoglia e copriteli con pellicola alimentare.
I croissant vanno lasciati lievitare a temperatura ambiente almeno due ore (con il caldo agostano, probabilmente in settembre saranno necessaire tre ore) e sono pronti quando tremano un po’ come un budino quando la teglia viene leggermente scossa (non esagerate, dopotutto non vorrete mica compromettere la lievitazione!).
Se volete cuocerli il giorno stesso disponete i croissant su una teglia da forno coperta con carta oleata, spennellateli l’uovo sbattuto, coprite con pellicola alimentare e lasciate lievitare a temperatura ambiente per circa 2-3 ore.





Prima di cuocere i croissant spennellateli nuovamente con l’uovo sbattuto.
Preriscaldate il forno a 220° C per 5′, cuocete per circa 10′ dopodiché abbassate la temperatura a 200°C e cuocete ulteriori 10′ o finché ben dorati.
Fuori dal forno fate raffreddare su una gratella.





Quando saranno freddi apriteli e farciteli con la ricotta fresca

Mi dispiace che la ricetta non sia proprio venuta come avrei voluto, anche se i miei colleghi (che si sono nuovamente immolati ai miei esperimenti) hanno detto che erano brutti ma buoni! 


Con questa ricetta partecipo all'MTC n. 50!!!!





Buona serata
Ambra






giovedì 3 settembre 2015

Plum cake morbido alle pesche

Siamo arrivati alle tanto agognate ferie... domani mattina me ne vado in Perù ma prima vi carico una ricettina, un pò di tempo fa tramite Cucina Semplicemente mi è stato chiesto di partecipare al contest Tutti i colori di EXPO per Uniqua in collaborazione con il molino della Giovanna.
Ci hanno fornito un set con 4 tipi di farine.
Ho deciso di fare una ricetta semplice utilizzando le pesche del mio frutteto.
Per la ricetta ho utilizzato farina integrale (Uniqua Rossa) e farina di tipo 1 (Uniqua gialla)


INGREDIENTI:
(come sempre ho usato come unità di misura il vasetto dello yogurt)

1 vasetto di yogurt bianco
2 vasetti di farina integrale Uniqua Rossa
1 vasetto di farina di tipo 1 Uniqua Gialla
2 uova
mezzo vasetto di succo di pesca (io l'ho fatto con la centrifuga)
2 vasetti di zucchero
mezzo vasetto di olio di semi
1 bustina di lievito
2/3 pesche da fare a pezzi

Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere le due farine il lievito e il succo di pesca.
Aggiungere l'olio di semi e le pesche a pezzi.
Infornare tutto a 180°C per circa 30'

Buona colazione!



Ci rivediamo il 20 Settembre! Io me ne vò in Perù...

Con questa ricetta partecipo al contest



Ambra

domenica 30 agosto 2015

Le torte della festa della Madonna

In questi giorni al mio paesello è festa, o meglio è LA FESTA, per quest'anno il festone.
Io sono nata in un piccolo paese della provincia di Lucca, che conta circa 730 persone, Corsagna. Paese di collina, dove le tradizioni cercano (ed in questo caso ci riescono) di restare vive e di essere tramandate di padre in figlio, da nonni a nipoti.


L'ultima domenica del mese di Agosto in questo paesello che amo tanto, si festeggia la Madonna della consolazione detta Madonna di Serra. Il dipinto raffigurante la madonna con bambino si trova in una chiesa immersa in un bosco di castagni situato a circa 600m dal paese.



In questa occasione tutti i Corsagnini che per motivi di lavoro o altro non vivono più qui tornano, le porte delle famiglie si aprono, i forni a legna si accendono per cuocere le torte di patate (se volete la ricetta è qui) e le torte (di queste vi dirò più avanti), le aie e le strade vengono pulite ed addobbate a festa con fiori e lenzuola perchè quest'anno, anno 2015 cade la quinquennale della festa ovvero il festone e la madonna come si dice " fa il giro del paese".



Il dipinto viene portato nella chiesa parrocchiale di San Michele la domenica precedente la festa, viene venerato e vegliato per l'intera settimana (notte e giorno), poi la domenica sera (questa sera), viene portato in processione per il paese accompagnato dai paesani e dalla banda (della quale ne faccio orgogliosamente parte da più di 10 anni) e successivamente riportato nella chiesa di Serra. 



Oltre all'aspetto religioso c'è un forte aspetto comunitario, che lega tutti i paesani e c'è l'aspetto del tramandare le tradizioni. Nelle case si respira il clima di festa (come se fosse natale) e si prepara un grande pranzo e per finire le torte: di cioccolato, di riso, di mandorle e di crema. bisnonne, nonne, mamme e bambine si ritrovano in cucina e si da inizio alla preparazione, tutte con le mani in pasta, ognuna porta con se qualcosa ed è così che si mescolano usanze passate e elettrodomestici moderni. Io vi lascio la ricetta della torta di riso come mi hanno insegnato... 



Ingredienti per la pasta:

100g di burro
2 uova intere
150g di zucchero
300g di farina
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno:

600ml di latte intero
300g di riso Arborio
50g di zucchero 
1 bacca di vaniglia
Scorza di limone grattugiata
2 tuorli d'uovo

Per l'impasto: Far ammorbidire il burro a temperatura ambiente, quando sarà morbido mettere tutti gli ingredienti in una ciotola ed impastare. Non si otterrà una frolla liscia ma piuttosto granulosa, infatti non si stende con il mattarello ma con le mani.
Imburrare ed infarinare la teglia e stendere l'impasto con le mani direttamente nella teglia, prima sul fondo e poi sui bordi. 
A questo punto preparare il ripieno: Mettere in una pentola il latte con lo zucchero, la vanigla e la scorza di limone grattugiata e riscaldare, aggiungere il riso e cuocere. Quando il riso e cotto far intiepidire, quando il composto è tiepido aggiungere i due tuorli di uovo e versare il tutto sulla base della torta preparata precedentemente.
Infornare a 180°C per circa 30 minuti.





Io adesso vado a prepararmi per la processione vi auguro una buona domenica

Ambra


giovedì 30 luglio 2015

Un viaggio nello street food Indiano.. I Vada Pav

"Sumdi allora offre un Vada pav anche a Chamdi, che pur avendo perso l'appetito accetta. La patata, infilata in un unic strato di pane ripiegato, è ancora tiepida. Ci sono anche del chutney verde e una dose generosa di masala rosso piccante"

Nelle pagine del libro il bambino con i petali in tasca dello scrittore Anosh Irani è così descritto questo cibo povero da strada tipico della città di Mumbay.
Il Vada Pav è originario della Maharashtra in India occidentale, si dice che la ricetta sia stata creata da un venditore alla fine degli anni 70.Noto anche come "burger poveri"è composto da un gnocco patata piccante adagiato in mezzo a del pane morbido, è quindi un panino del tutto vegetariano.
Se passeggiate per le strade di Mumbay vi imbatterete sicuramente in molti venditori ambulanti impegnati nella preparazione di questo panino.

Il pane è morbido ed al latte, la polpetta di patate è speziata, piccante, avvolta nella farina di ceci e fritta. Il panino può essere accompagnato da Chutney vari.



Preparazione del pane:
Ladi pav - Pane  di Bombay al latte
ingredienti per circa 12 pezzi
380 gr. di farina 0
170 gr. di manitoba
1 bustina di lievito di birra secco
370 ml. di latte intero
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino scarso di sale
70 ml di acqua

Intiepidire l’acqua e sciogliere dentro lo zucchero, il lievito ed una cucchiaio di farina, lasciar riposare per circa 10 minuti.
Scaldare il latte ed unire il sale. Setacciare le farine e disporle a fontana, cominciare a versare i liquidi incorporandoli piano, impastare per circa 5 minuti fino a che l’impasto non risulta morbido.
Mettere a lievitare per un paio d'ore, fino a che il volume è raddoppiato.
Stendere l'impasto e dividerlo con un coltello nel numero di pezzi desiderato, rotolare ogni pezzo tra le mani, in modo da formare delle palline grossomodo di grandezza uniforme.
Disporre i panetti su una teglia imburrata a distanza di circa 3 cm. Lasciar di nuovo lievitare fino al raddoppio (circa 1 ora)
Infornare a 180°C per circa 30 minuti.

Preparazione dei Vada
Sui vari libri e siti internet si trovano varie ricette dei vada, questa è quella che ho riprodotto:
Ingredienti per 6 polpette
5 patate di media grandezza
1 cucchiaio di curry
1 pezzetto di radice di zenzero (circa 1 cm)
Una manciata di coriandolo fresco
Farina di ceci per impanare
Olio di semi per friggere
Mezzo spicchio d’aglio
sale

Lessare le patate, schiacciarle.
Aggiungere un cucchiaio di Curry in polvere, il coriandolo  e l’aglio tritato e la radice di zenzero grattugiata.
Formare delle polpette della grandezza circa del panino, impanarle in farina di ceci e friggerle in abbondante olio di semi
Salare

Preparazione del chutney di peperoni verdi e zenzero

Ingredienti:
400g di peperoni verdi (io ho usato quelli piccoli e dolci)
Olio Evo
Peperoncino
Radice di zenzero (circa 1cm)

Cuocere i peperoni puliti e spezzettati con olio a fiamma bassa per circa 30 minuti fino a che non risulteranno morbidi.
Aggiungere lo zenzero grattugiato il sale e il peperoncino
Quando sarà cotto passare il tutto al mixer
  

Per la composizione del panino aprire i pav e adagiare nella parte inferiore il chutney di peperoni, adagiare sopra i Vada chiudere e gustare



E Adesso non mi resta altro che augurarvi delle buone vacanze!!!
Ambra

P.S. Ricordate che se vi va di fare un viaggio nelle eccellenze italiane potete utilizzare Foodscovery, in questo post trovate tutte le info e buona appetito!



lunedì 13 luglio 2015

Treccia con marmellata di more e nocciole

Ci sono delle cose che viste dagli occhi di una bambina sembrano magie, questo è quello che pensavo quando la mia mamma una volta la settimana portava a casa dopo lavoro un pane bellissimo, fatto a treccia, morbidissimo. Credo che fosse un pane al latte, mi ricordo che se ci spalmavi sopra la marmellata era fenomenale e allora complice una domenica di pioggia di qualche settimana fa ho deciso di preparare una treccia dolce con la marmellata, ne ho fatte due una per il mio ufficio e una per l'ufficio di Stefano almeno il lunedì è sembrato meno brutto..
Per la ricetta ho seguito le indicazioni trovate sulla pagina facebook di re-cake, se vi va di sapere di più su questa community di food blogger cliccate qui.

Ingredienti per 2 treccie:
2 bustine di lievito disidratato
120ml di acqua tiepida
110g+165g di zucchero
170g di burro morbido
118ml di latte caldo
10g di sale
3 uova
750g di farina (metà manitoba e metà 00)
confettura di more
nocciole



Sciogliere il lievito nell'acqua calda, aggiungere 110g di zucchero, 115 g di burro, il latte, il sale e le uova.
Aggiungere 340g di farina ed iniziare ad impastare, aggiungere la restante farina ed impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Mettere l'impasto in una ciotola unta e far lievitare coperto da un panno fino al raddoppio del volume.
Finita la lievitazione dividere l'impasto in due parti uguali (da ogni parte verrà formata una treccia), stendere sulla spianatoia formando un rettangolo.
Dividere il rettangolo per il senso della lunghezza in tre rettangoli uguali, al centro di ognuno spalmare la confettura di more e mettere un pò di nocciole precedentemente tritate grossolanamente nel mortaio.
Formare così 3 rotoli unirli all'inizio ed intrecciare, spolverare con zucchero di canna e granella di nocciole.
Lasciar riposare per altri 40 minuti le trecce coperte e infornare a 180°C per circa 25 minuti.



Buona settimana 
Ambra