lunedì 8 febbraio 2016

I cenci, il carnevale del mio paese e il ballo della Reginetta

C'era una volta in un piccolo paese della provincia di Lucca chiamato Corsagna la festa del martedì grasso, la serata più importante del carnevale. Nelle case si respirava un clima di festa, si cenava tutti insieme poi le ragazze salivano in camera a farsi belle insieme alle mamme, i ragazzi e gli uomini si avviavano verso la banda (così è chiamata la sala dove il corpo musicale Giuseppe Verdi fa le prove), nella sala c’era un'orchestra che suonava balli per lo più di coppia, tango, walzer e balli lenti. Al bar si servono le prime "coppette" (coppette di spumante dolce o secco), iniziava la serata con le prime maschere e arrivavano le ragazze, allegria e giochi di sguardi, balli e amori che nascevano o che crescevano.
Ed ecco il momento del ballo della serata, il ballo della bottiglia, ecco prima degli anni 80 si ballava la bottiglia ovvero veniva messa all'asta una bottiglia di liquore Strega che veniva chiamato "il millefiori" chi si aggiudicava attraverso l'asta la bottiglia aveva la possibilità di fare un ballo esclusivo. In seguito, ovvero dagli anni 80 a oggi si balla la reginetta, cioè al posto della bottiglia viene messa all'asta una bambola di porcellana.
Come detto la reginetta era un ballo esclusivo, era un ballo in cui un cavaliere invitava a ballare la sua amata, oppure il marito invitava la moglie perché in quel’anno festeggiavano una data importante o un figlio, era quindi un metodo di corteggiamento.
Scelto il ballo la coppia aveva l’intera sala a disposizione, si aprivano le danze e tutti intorno formavano un cerchio ed iniziavano a tirare i coriandoli.
Le tradizioni sono importanti e io sono felice che ancora oggi a Corsagna domani sera si ballerà la reginetta, certo la musica è leggermente diversa (ora abbiamo un mixer e non un’orchestra di ballo liscio), oggi la reginetta solitamente è comprata da un gruppo di amici che mettono una quota a testa e si fanno un ballo tutti insieme proprio perché le tradizioni vanno mantenute.

Per festeggiare il carnevale vi lascio la ricetta dei Cenci direttamente dal libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” di Pellegrino Artusi. Ho sostituito solo l’acquavite con il vinsanto e ho inserito un po’ di scorza di arancia grattugiata.

Con questa ricetta partecipo alla Settimana dedicata al carnevale che ha come ambasciatrice Ilaria Talimani del blog "Soffici" per il calendario del cibo Italiano promosso da AIFB.





Ingredienti:
240g di farina
20g di burro
2 uova
mezzo bicchiere di vin santo
un pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci
Scorza di arancia grattugiata
Mezzo cucchiaino di bicarbonato
Zucchero a velo per guarnire
Olio di semi per friggere

Disponete la farina con il lievito e il bicarbonato a fontana su una spianatoia, aggiungete le uova al centro, il vin santo, la scorza di arancia e il burro ammorbidito. Impastate il tutto fino ad ottenere un impasto solido e liscio.
Fate riposare l’impasto mezzora avvolto in una pellicola e spianare o con il mattarello o con l’aiuto della nonna papera.
Tagliare l’impasto a striscioline e friggerle in abbondante olio di semi ben caldo.
Servite con una spolverata di zucchero a velo.


Attenzione: quando iniziate a friggere fate in modo di avere tutti i cenci pronti perché cuociono velocemente.




Buon carnevale a tutti 
Ambra

lunedì 1 febbraio 2016

Il cavolo stracinato

Quella di oggi è una ricetta della memoria, una di quelle ricette che ti portano indietro nel tempo, una di quelle cose che ho sempre visto fare e che a casa mia non è mai mancata.. non so bene da dove nasce, ho provato a chiedere a diverse persone ma non ho trovato spiegazioni. Quello che so è che io ci vado matta! 
Quando ho visto che Tamara del blog "un pezzo della mia Maremma" era ambasciatrice per la settimana dei cavoli del calendario del cibo italiano promosso da AIFB ho pensato subito al cavolo stracinato.. ed eccolo per voi! 


Come vi ho detto questa è una ricetta dei ricordi, il primo ricordo me lo ha dato la mia mamma che quando le ho chiesto se sapeva da cosa nasceva la ricetta mi ha risposto che non lo sapeva ma che mia nonna Carla lo faceva e lo faceva cuocere ore ed ore sulla stufa di cucina in un pentolone, ha aggiunto buono come lei non mi è mai venuto.
Il secondo ricordo lo porto io, ci sono state un paio di estati al mio paese in cui noi ragazzi mettevamo in scena delle piccole commedie, quasi tutte in dialetto, i nostri insegnanti erano Vincenzina e Natalino due signori che scrivevano poesie e commedie, in particolare Vincenzina, nonna di due delle mie migliori amiche mi ha cresciuta e la ricorderò sempre, ricorderò quando la mattina del mio matrimonio insieme ad altre signore del paese mi aspettava con gli occhi emozionati "sul crociale" solo per darmi un bacio, Una di questa commedie, se non mi sbaglio, si chiamava Filomena e in una delle scene c'erano tre vecchiette sedute su una panchina che parlavano, davanti a loro passava un signore che stracinava (strascicava) un sacco di juta con dentro dei cavoli e una delle tre donne chiedeva: "Mario che fai?" e lui, prendendola in giro rispondeva: "il cavolo stracinato!"

Se digitiamo in internet la parola cavolo stracinato vengono fuori diverse varianti di cavolo pasticciato o comunque rifatto, solitamente si tratta di cavolfiore, ecco in questa ricetta il cavolo è quello cappuccio e non è rifatto ma cotto nel vino rosso, pochi ingredienti ma un gusto intenso!

Ingredienti

Mezzo cavolo cappuccio bianco
300 ml di vino rosso
1 spruzzata di aceto di vino bianco
1 spicchio di aglio
olio Extravergine di oliva


Tagliate il cavolo cappuccio a listarelle, sciacquatelo sotto l'acqua corrente. Scaldate l'olio e fate insaporire con uno spicchio di aglio schiacciato. Quando è caldo aggiungete il cavolo, fate soffriggere qualche minuto. Spruzzate con un pò di aceto e sfumate con il vino.
Abbassate la fiamma al minimo e fate cuocere a fuoco bassissimo per almeno 2 ore, aggiustate di sale a gustatevi questo piatto povero ma pieno di sapore!



Buona settimana!
Ambra


sabato 30 gennaio 2016

Calamari ripieni ricotta e zenzero

Oggi 30 gennaio per il calendario del cibo italiano promosso da AIFB è la giornata del calamaro ripieno, ambasciatrice di questa giornata è Claudia Primavera del blog "La pagnotta innamorata", ed io partecipo insieme a lei a questa giornata con i calamari ripieni di ricotta e zenzero.


Il calamaro appartiene alla famiglia dei cefalopodi, il suo nome deriva dal greco Kalamas (Calamaio), contenente inchiostro. Inchiostro che il calamaro secerne quando viene attaccato o è in una situazione di pericolo. Questa specie è apprezzata fin dall'antichità, raffigurazioni sono presenti anche su piatti di epoca della Magna Grecia.

Molto spesso il calamaro viene confuso con il totano, queste le principali differenze:
FORMA: il corpo del calamaro è molto più lungo rispetto a quello del totano
ALI o PINNE: nel calamaro le ali partono dalla punta della coda e arrivano a più di metà corpo nel totano sono molto più corte
COLORE: Il colore del calamaro è biancastro mentre il totano assume delle striature rosse e viola.


Ingredienti
un calamaro di circa 500g
1/4 di bicchiere di vino bianco
150g di ricotta di mucca
zenzero fresco
erba cipollina
2 fette di pane raffermo
polpa di pomodoro
1 spicchio di aglio
olio extravergine di oliva

Pulite il calamaro, mettete a cuocere in una padella la testa ed i tentacoli con un filo di olio e mezzo spicchio di aglio, sfumate con 1/4 di bicchiere di vino bianco secco e insaporite con una manciata di erba cipollina tritata e un pizzico di peperoncino. Quando è cotto tritate il tutto.
Nel frattempo mettete ad ammollare il pane in acqua, quando è ben ammollato strizzatelo e sbriciolatelo in una ciotola capiente. Aggiungete la ricotta, 2 cucchiaini di zenzero fresco grattugiato, erba cipollina, un pizzico di sale ed i tentacoli tritati, lasciate riposare il ripieno almeno 20 minuti.
Preparate un sugo con olio, mezzo agli un pizzico di peperoncino e la passata di pomodoro, lasciate insaporire un pò a fuoco basso senza ritirarlo troppo.


Accendere il forno a 180°C, sul fondo di una teglia coperta di carta da forno mettete il sugo di pomodoro, riempite il calamaro con il ripieno, adagiatelo sopra la salsa di pomodoro ed infornarlo per almeno 15/20 minuti.
A metà cottura giratelo e se si secca troppo bagnate il calamaro con un pò di brodo vegetale.
A cottura ultimata tagliate il calamaro a fette (aspettate qualche minuto prima di tagliarlo altrimenti rischia di disfarsi) e servitelo sopra la salsa di pomodoro con dell'erba cipollina fresca e un filo di olio extravergine di oliva a crudo.



Buona giornata del calamaro ripieno e buon sabato!

Ambra




lunedì 18 gennaio 2016

Plumuffin all'arancia

Come vi ho già anticipato in questo post , questo anno è caratterizzato da un bellissimo progetto: Il calendario del cibo Italiano, promosso dall’Associazione Italiana Food Blogger.
Questa settimana è dedicata agli agrumi, io personalmente adoro gli agrumi. Amo i loro colori, il loro profumo e il sapore dolce-acidulo. Mi piacciono tutti anche se il mio preferito è lui Il Bergamotto. Ricordo una vacanza sulla costa degli Dei dove ne ho gustati quanti più ho potuto.
Logicamente non avevo il Bergamotto, ma voglio comunque dare il mio primo contributo a questo calendario, per cui ringrazio Aurelia Bartoletti del blog "Profumi in cucina" che è ambasciatrice per la settimana dedicata agli agrumi e vi lascio la mia ricetta dei “ Plumuffin all’arancia”. I Plumuffin sono un incrocio tra un plumcake e un muffin e  vanno benissimo sia per la colazione che come fine pasto accompagnati magari da un buon gelato alla crema





INGREDIENTI
L’unità di misura per preparare questi dolcetti è il vasetto dello Yogurt 2 uova

1 vasetto di yogurt bianco
il succo di un arancia spremuta
la scorza di un arancia
1 bustina di lievito per dolci
2 vasetti di zucchero
4 vasetti di farina
¼ di vasetto di olio di semi di mais
un pizzico di bicarbonato
fettine di arancia per guarnire

Sbattere le uova insieme allo yogurt e al succo di arancia, aggiungere lo zucchero e mescolare, aggiungere la farina, il lievito e il bicarbonato e mescolare, aggiungere la scorza di arancia grattugiata e un filo di olio si semi, mescolare di nuovo.

Infornare negli appositi pirottini e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 20/25 minuti (dipende anche dal tipo di forno, fate la prova dello stecchino che così siete sicuri ;-) ). Prima di infornare guarnire la superficie di ogni muffin con una fettina di arancia.
Servite con una spolverata di zucchero a velo.


Buona settimana degli agrumi a tutti!

Ambra

venerdì 15 gennaio 2016

Una minestra per antipasto: Brodo di fagioli cannellini con farro

Ormai credo che molti di voi sappiano che qualche mese fa mi sono avventurata nei meandri di un noto programma televisivo di cucina, in molti mi hanno visto per un mese fare su e giù da Milano per provini ecc, dove lavoro hanno pensato che fossi impazzita visto che ho chiesto 3 mesi di aspettativa per questo (ma i veri pazzi sono loro che me l'hanno concessa senza battere ciglio.. e per questo li ringrazio). Sapete quel programma dove ci sono 3 giudici (da quest'anno 4) e 20 appassionati di cucina? Si proprio quello: Masterchef.
Bhe che dire, sicuramente è stata un esperienza, sicuramente arrivare tra gli ultimi 100 è stata una soddisfazione, sicuramente ho capito che tutto quello non faceva per me!
E adesso, che c'entra tutto questo adesso? E sopratutto che c'entra con il minestrone di fagioli e farro? E che c'entra con l'MTC?
Quando Vittoria del blog La cucina piccolina, dopo aver vinto l'ultima sfida dell'MTC del 2015 ha proposto le zuppe come tema del mese mi sono ricordata che sul blog non avevo ancora pubblicato la ricetta con la quale ho superato i provini e allora ho pensato che fosse la volta buona...
Quando mi hanno contattata per il primo provino dal vivo mi hanno detto che il piatto che dovevo portare doveva essere cucinato a casa, sul posto potevo solo utilizzare un microonde per scaldare e un piano per impiattare, quindi ho iniziato a pensare a cosa portare. Volevo qualcosa che parlasse di me, delle mie origini, i prodotti del mio territorio, la mia tradizione. Così mi è venuta l'idea del Brodo di fagioli con il farro, avevo la ricetta di casa collaudata ma mi sembrava un pò troppo banale e allora complice anche una chiaccherata con lo Chef Cristiano Tomei del ristorante L'Imbuto di Lucca è nato questa minestra da antipasto.
Oltre ad avere una presentazione diversa questo piatto gioca anche sulle temperature.. infatti la crema di fagioli che sta alla base è calda mentre il farro viene lessato in acqua, fatto raffreddare,condito con con olio aromatizzato al rosmarino e pepe rosa e poggiato sopra la crema in modo che ci sia un contrasto freddo-caldo per ogni cucchiaio.


Ma passiamo alla ricetta, per prima cosa PREPARATE IL BRODO DI FAGIOLI

Ingredienti per il brodo di fagioli

500g di fagioli Cannellini (io uso quelli di Sant'Alessio piccolo paesino vicino Lucca)
rosmarino
Salvia
Aglio
sale
Per il soffritto che arricchisce il brodo:
Olio extravergine di oliva
2 fette di lardo di Colonnata
mezzo porro
1 spicchio d'aglio
rosmarino

1 cucchiaio per persona di Farro IGP della Garfagnana

Per l'olio al rosmarino e pepe rosa: 
Olio Extravergine di oliva 20ml
3 chicchi di pepe rosa
1 rametto di rosmarino



Mettete i fagioli ad ammollare o come si dice da me "in molle" la sera prima, il giorno dopo mettete tutto in pentola a pressione e aggiungete un rametto di rosmarino, qualche foglia di salvia e fate cuocere. Quando la pentola inizia a sfiatare abbassate la fiamma e cuocete per 35 minuti.

Preparate il soffritto:
Mettete in un tegame l'olio, il porro tagliato a listarelle, il lardo, l'aglio e il rosmarino, cuocete a fiamma bassa fino a che il porro non è cotto. A questo punto aggiungete il soffritto al brodo
A questo punto, togliete circa 1/3 dei fagioli e passate tutto il resto. Poi riaggiungete i fagioli tolti in modo da lasciarne qualcuno intero.

Lavate il farro sotto l'acqua corrente e lessatelo in acqua salata, attenzione a non cuocerlo troppo, pensate di utilizzarlo come per fare un insalata di farro estiva quindi va scolato al dente. Raffreddatelo sotto l'acqua corrente e conditelo con l'olio aromatizzato.
Per preparare l'olio aromatizzato io metto almeno 24 ore prima in un barattolino l'olio con il rosmarino ed il pepe.
Se vi piace (a me si) e non avete appuntamenti galanti dopo ;-)  tagliate con la mezzaluna un pezzetto di porro crudo e mescolatelo con il farro a freddo.

A questo punto potete preparare la vostra minestra per antipasto, mettete alla base mezzo ramaiolo di brodo di fagioli e sopra un cucchiaio di farro freddo.


Per gli amanti della tradizione questa è la versione classica:


Quando il brodo di fagioli è pronto lessate il farro direttamente dentro il brodo e servitelo con un filo di olio extravergine di oliva. 
La foto che vedete è stata scattata da Enrica del blog una cena con Enrica durante un bellissimo pranzo a Cerreto Guidi ospite di Marta e Chiara del blog La Cucina Spontanea dove io avevo portato appunto il minestrone di farro e fagioli.

Con questa ricetta partecipo all'MTC 53


P.S. Non so se lo avete capito ma non sono entrata a Masterchef e credetemi è stato meglio così!

Buona serata
Ambra




lunedì 4 gennaio 2016

I TorDelli Lucchesi

La tradizione culinaria lucchese è molto famosa ed apprezzata. I Piatti tipici Lucchesi si basano su ingredienti della tradizione contadina povera e sono caratterizzati da sapori forti e decisi. 
I Tordelli sono uno dei piatti principali della cucina Lucchese, attenzione TorDelli e non Tortellli come in tutto il resto della nostra penisola, sono un primo piatto ricco di sapori formato da una pasta fresca ripiena di carne (si utilizza spesso anche la carne di avanzo degli arrosti) conditi con un ragù.
Come per il ragù a Bologna a Lucca ogni famiglia ha la sua ricetta per fare i tordelli, chi mette vari tipi di carne e chi solo un tipo, ci mette la mortadella e chi non la mette.. io vi racconto quella di casa mia.
In provincia di Lucca questo piatto è da considerarsi sicuramente il piatto della domenica o il piatto delle feste. Nelle famiglie ci si riuniva (e spero che chi può lo faccia anche oggi) per preparare grandi quantità di Tordelli (200/300 minimo) che poi venivano consumati appunto nelle occasioni di festa quando la famiglia era al completo.
Si lo so che le feste stanno per finire e vi posso assicurare che sulle tavole dei Lucchesi in queste feste non sono mancati di certo i Tordelli, la ricetta ve la metto ora. fateli per il giorno della befana oppure una delle prossime domeniche e poi ditemi che ne pensate..



Ingredienti per circa 200 tordelli

Per la pasta:
1kg di farina debole
2 uova
acqua 

Per il ripieno:
300g di carne di maiale (io uso la scamerita)
200g di carne di manzo
2-3 pezzetti di coniglio 
300g di pane raffermo
50g di mortadella
30g di Parmigiano 
Peporino (si può sostituire con il timo anche se non è proprio la stessa cosa)
Prezzemolo
Noce moscata

Per il Ragù:
1 carota
1 cipolla 
1 costola di sedano
1 spicchio d'aglio
300g di carne di manzo macinata
150g di carne di maiale macinata
1 salsiccia
polpa di pomodoro 
1 bicchiere di vino bianco secco 
2 bicchieri di brodo di carne o vegetale
olio Extravergine di oliva
pepe nero

sale


iniziamo con la preparazione della pasta, disporre la farina a fontana, aggiungere le uova e l'acqua ed impastare fino ad ottenere un impasto omogeneo. Avvolgere l'impasto nella pellicola e lasciar riposare almeno 40 minuti.
Preparazione dell'impasto:
prendere le carni cotte e tritarle, la prima nota è da fare su questo passaggio in quanto il procedimento reale prevede un trito al coltello/mezzaluna della carne, in molti la fanno con i mixer ma questa cosa ha lo svantaggio di macinare troppo la carne e far perdere i succhi.
ammollare il pane nell'acqua, strizzarlo ed aggiungerlo alla carne tritata. Tritare la mortadella ed il prezzemolo ed aggiungerli al composto. Aggiungere il peporino, il parmigiano, l'uovo, un pò di sale ed una grattugiata di noce moscata. Impastare il tutto
Stendere la sfoglia e formare i tordelli.
Cuocere in abbondante acqua salata.

Preparazione del Ragù: Preparare il soffritto mettendo a stufare la cipolla con l'aglio a fuoco dolce, dopo circa 6/7 minuti aggiungere le carote e successivamente il sedano e continuare la cottura sempre a fuoco molto dolce fino a che la cipolla non è quasi trasparente. Togliere il soffritto e nello stesso olio far cuocere la carne tritata e la salsiccia per 5/6 minuti, aggiungere nuovamente gli odori soffritti, cuocere per altri 5 minuti e sfumare con il vino bianco. Dopo qualche minuto aggiungere la polpa di pomodoro e 2 bicchieri di brodo, far cuocere a fiamma bassissima per almeno 3 ore.


Servite i Tordelli con il ragù



Questa è la ricetta delle feste, ma siccome questa settimana è dedicata agli avanzi (se volete sapere di più cliccate qui) domani vi lascio anche la ricetta del recupero dei Tordelli...

Buon Lunedì!

Ambra

venerdì 1 gennaio 2016

Il calendario del cibo Italiano

Il 2016 si apre con un grande progetto, proposto e curato dall'associazione italiana food blogger AIFB.
Un calendario del cibo italiano che ha l'obbiettivo di divulgare il più possibile la storia della gastronomia del nostro paese, dall'ingrediente più semplice al piatto elaborato senza dimenticare la storia e le tradizioni di cui l'Italia è ricchissima.
Iniziamo questo viaggio composto da 366 ricette (il 2016 è bisestile), una per ogni giorno dell'anno, 52 settimane con 52 approfondimenti sui temi, quindi che aspettate? Viaggiate con me! 
Sul blog da oggi troverete la pagina "calendario del cibo" qui troverete l'elenco delle ricette e delle settimane per il mese in corso e il link al sito AIFB da dove poter raccogliere tutte gli approfondimenti e le ricette sulle giornate che vi interessano... 

BUON VIAGGIO E BUON 2016 A TUTTI!!!