lunedì 23 maggio 2016

Cannolo Cheesecake

Un pò di tempo che non scrivo, il blog è qui anche lui aspetta che gli dedichi quel tempo che ultimamente mi sfugge, quel tempo che fatico a ritagliarmi per far tante cose. Aprile è stato un mese strano, un mese passato così senza che me ne accorgessi, ho saltato pure la sfida dell'MTC a malincuore perchè veramente a causa di un milione di cose avevo ed ho come la sensazione di aver messo la testa in un frullatore, cerco di riordinare le idee ma c'è sempre qualcosa che si mette di mezzo ma comunque questo mese volevo esserci! Poi quando ho visto il tema Cheesecake lanciato da Annalù e Fabio del blog assaggi di viaggio su quello che è nella top ten dei miei dolci preferiti in assoluto non ho potuto desistere. 


Fino a qualche giorno fa avrei voluto proporre il classico dei classici cheesecake, perchè così lo adoro, semplice acidulo e con i frutti di bosco, poi qualche giorno fa Stefano ha saputo che mercoledì deve partire per il Cile e quindi tutto il mio tempo (libero.. e poco) è dedicato a lui in questo momento. 
Lui ama moltissimo mangiare ma non ama i dolci.. se non alcuni, ecco una cosa che gli piace particolarmente è il ripieno dei cannoli Siciliani e da lì è partita la mia idea, ho così pensato ad una cheesecake con base fatta con l'impasto dei cannoli, la crema ovviamente con la ricotta e per il topping ho fatto una gelatina di Arancia aromatizzata con il rosmarino e qualche pinolo, quasi a ricordare i profumi del castagnaccio Toscano.



Ingredienti:
Per la base:
250g di farina 00
30g zucchero
30g strutto
1 uovo
50ml di marsala
10 ml di aceto
1 pizzico di sale 
Cannella (io non l'ho messa perchè non mi piace)
Olio per friggere

75g di burro

Per la crema:
400g di ricotta di mucca
500g di formaggio spalmabile
1 uovo intero 
30ml di panna da montare
120g di zucchero a velo

Per il topping
2/3 arance 
2 cucchiai di zucchero
1 rametto di rosmarino
pinoli


Per prima cosa preparate la pasta per i cannoli: miscelate la farina con lo zucchero e la scorza di arancia grattugiata, aggiungete l'uovo.
In un bicchiere mescolate l'aceto con il marsala e scioglietevi dentro il pizzico di sale, incorporate a filo all'impasto ed impastate. Otterrete un impasto elastico, formate una palla e mettetela in frigo a riposare per un paio di ore, poi stendetela e ricavatene delle strisce che friggerete in olio bollente. Io in questo caso non ho formato i cannoli in quanto ho utilizzato la pasta per fare la base del Cheesecake quindi non mi occorrevano i cannoli.
Quando si saranno raffreddati tritate le strisce di cannolo e amalgamateli con il burro fuso, stendete la base in una tortiera con cerniera e mettete a riposare in frigo per almeno 20 minuti.
Nel frattempo preparate la crema, setacciate la ricotta, aggiungete il formaggio spalmabile , lo zucchero a velo, la panna liquida ed alla fine l'uovo, amalgamate il tutto fino ad ottenere una crema liscia.
Distribuitela sulla base ed infornate a 170°C per 60-65 minuti.
Per la gelatina di arance, mettete in un pentolino 1,5 arance pelate a vivo e il succo di mezza arancia, aggiungete lo zucchero e il rosmarino, fate bollire fino a che l'arancia non si disfa, nel frattempo mettete ad ammollare in acqua fredda un foglio di colla di pesce poi strizzatela ed aggiungetela alla purea quando è a circa 55-60°C. Quando si è un pò raffreddata aggiungete i pinoli,versatela sulla cheesecake cotta e mettete tutto in frigo per almeno 3 ore.



Ringrazio i simpaticissimi Annalù e Fabio per aver scelto questo tema.

Con questa ricetta partecipo al MTC 57






sabato 9 aprile 2016

Spaghetti all'acqua di limone e tartare di palamita

Quando penso a San Vincenzo la prima cosa che mi torna in mente è quell'appartamento sulla strada che conduce alla frazione San Carlo che i miei genitori hanno affittato per 15 anni ogni estate. Il tutto si svolgeva così: partivamo rigorosamente il 29 o 30 giugno dal paesello con la macchina stracarica di qualsiasi cosa, dalle pentole e bicchieri, agli ombrelloni, braccioli, secchielli e tutto quello che potevamo. Mio papà caricava il portapacchi di legno e lo riempivamo di tutto quanto. Dopo un paio di ore approdavamo all'appartamento della signora Dina, me lo ricordo come fosse ora la pergola con i fiori arancioni, il parco giochi con le altalene e i miei amici del mare. Si ogni anno bene o male gli inquilini erano i soliti e i figli erano i soliti, qui ho conosciuto Federica, Eros e Mattia e tanti altri.. il mese di luglio per me era il mare di Baratti e la casa di San Vincenzo, ricordo tutto questo con molta nostalgia. 
Quando ho letto sul blog di Cristina "Poveri ma belli e buoni" il contest Palamita ad arte ho deciso che avrei partecipato, proprio per i ricordi che mi legano alla splendida San Vincenzo.
Il contest Palamita ad arte, in collaborazione con la chef Debora Corsi del ristorante La Perla Del Mare che ho conosciuto durante una lezione del corso di maestro d'olio organizzato da Extra Lucca, ha come protagonista appunto la Palamita pesce azzurro della famiglia degli Scombridi, il suo nome originale è Sarda sarda.


Da tempo volevo provare a fare la ricetta degli spaghetti all'acqua di limone dello chef Peppe Guida, poi qualche settimana fa ho avuto il piacere di partecipare ad una lezione dello Chef Antonino Cannavacciulo durante la quale ha spiegato che uno dei suoi "trucchi" è l'utilizzo dell'olio all'aglio, così l'ho preparato ed ho deciso di utilizzarne una goccia per insaporire la tartare di Palamita che già avevo pensato per il contest il risultato è stato un primo piatto profumato con degli interessanti contrasti caldo freddo.



Ingredienti
la scorza di 3 limoni non trattati
500ml di acqua
200g di spaghetti
Filetti di Palamita
5/6 capperi sotto sale
Zenzero fresco
2 gocce di olio all'aglio (1 spicchio di aglio grande per 100 ml di olio extravergine di oliva)
prezzemolo


Pulire la Palamita e ricavare i filetti che metterete in freezer almeno per 96 ore a -15°C in modo da ridurre il rischio Anisakis, per approfondimenti potete trovarli a questo link.
Mettere le scorze di limone nell'acqua e lasciarle riposare almeno 24 ore.
Nel frattempo decongelate i filetti e tagliateli al coltello, unite alla tartare 5/6 capperi Siciliani ben dissalati e tritati al coltello con qualche fogliolina di prezzemolo, una grattugiata di zenzero fresco un filo di olio extravergine di oliva e una massimo due gocce di olio all'aglio (si ottiene frullando lo spicchio di aglio senza anima in 50ml di olio EVO). Solo alla fine mettete un pizzico di sale (poco poco mi raccomando), mescolate il tutto e lasciate riposare.
Mettete un una pentola dal fondo abbastanza largo l'acqua dei limoni senza le scorze, appena inizia a bollire unite un pizzico di sale e gli spaghetti, lasciate cuocere gli spaghetti nell'acqua di limone, solo se necessario aggiungete un mescolo di acqua calda (non dovrebbe servire). Alla fine la pasta si cuocerà nell'acqua di limoni assorbendo tutto il liquido.
Impiattare con alla base la tartare di palamita e sopra gli spaghetti all'acqua di limone.



Con questa ricetta partecipo al contest Palamita ad Arte






giovedì 31 marzo 2016

SIAMO TOURNATI - LE TORTE SALATE & L'MTCHALLENGE IN TOUR

Eccoci qui, ad un anno esatto dalla prima sfida fatta per l'MTChallenge, oggi è un giorno specialissimo, oggi esce il libro TORTE SALATE della casa editrice Gribaudo - Feltrinelli.


In questa specialissima giornata la specialissimissima Alessandra Gennaro inizia il tour per la promozione di questo libro, Beh che dire un anno e mezzo fa quando ho chiesto di inscrivemi al MTC nemmeno avrei pensato ad una cosa simile.. e non mi riferisco al libro (almeno non solo) mi riferisco a questa comunità di "personaggi" web che giorno dopo giorno, sfida dopo sfida mi ha insegnato : come fare la pasta Brisèe, come fare il pan di spagna, come reinventare una pasta ripiena, come far lievitare un croissant.. per non parlare delle risate, di tutti gli occhi che ho incontrato, di tutte le mani che ho stretto e di tutti i sorrisi che ho ricevuto durante il primo raduno che si è svolto a Novembre scorso.. per questo davvero un enorme GRAZIE a tutti voi!
Ma torniamo al "libricino", quando Alessandra lo ha detto e quando ho capito che una delle mie ricette sarebbe comparsa nel libro davvero è stato un regalo inaspettato e meraviglioso.
Nel libro troverete più di 100 ricette di torte salate dalle intramontabili classiche come l'erbazzone e la torta Pasqualina alle più variegate, la cosa più bella è che con le indicazioni che troverete potrete farvi la torta salata dalle basi (senza comprare la pasta sfoglia o la brisèe nel banco frigo) e sarà tutto facilissimo, Provateci!!!



Per quanto mi riguarda la ricetta che fa parte di questo libro è una torta salata che ho intitolato Fantasia di primavera, la trovate a pagina 122 del libro ed è la mia ricetta di esordio al MTC ;-) 

E allora correte in libreria, il libro lo trovate i tutte le librerie d'Italia e non per dire ma acquistandolo una parte del ricavato viene destinato alla "Piazza dei mestieri" un meraviglioso progetto del quale potrete leggere tutto qui!

E non pensate che sia tutto qui perchè come vi ho detto oggi parte un tour di presentazioni che toccherà varie città Italiane, di seguito trovate tutte le info, io vi aspetto alla libreria Red Felitrinelli di Firenze l' 8 Aprile alle 21.00!!!



E ricordate la parola d'ordine Siamo TourTati!! Vi aspetto in libreria ed aspetto un vostro parere!

Ambra

domenica 20 marzo 2016

Brodetto di pesce al profumo di limone

Le giornate iniziano ad allungarsi, la settimana appena trascorsa ci ha regalato delle giornate splendide, piene di sole e con temperature primaverili. Le piante sono ormai fiorite e nell'aria sentiamo davvero il profumo della primavera che sta arrivando. 
Sono fatta strana, come sento il cambio del clima abbandono determinati cibi e ne faccio entrare altri ma non gradualmente è come uno switch, in inverno vellutate e zuppe di verdure, l'insalata no perchè fa freddo, appena sento il caldo via le vellutate e iniziano le insalate, via al latte caldo per colazione ed iniziano i succhi di frutta e lo yogurt e potrei continuare per molti altri cibi... ecco una delle cose che però sia in estate che in inverno mi va di mangiare è il pesce, quello non lo abbandono mai però lo cucino in modo diverso.. in inverno preferisco ricette di pesce ricche di sapore in estate amo aromatizzarlo con i sapori agrumati e fruttati. 



Lo scorso mese la sfida dell'MTC è stata vinta da Anna Maria Pellegrino del blog la cucina di qb, non conosco di persona Anna Maria, ma seguo il suo blog da molto tempo, sicuramente da prima di aprire il mio, lei è la presidente dell'Associazione Italiana Food Blogger di cui anche io faccio parte e per chi bazzica nel mondo del cibo e dei blog è una specie di "mostro sacro".
Anna Maria dopo aver vinto la sfida del mese scorso sul miele ha deciso di lanciare la sfida sul Brodetto dell'Adriatico e qui confesso la mia ignoranza ne avevo sentito parlare, lo avevo mangiato sulla costa Marchigiana ma non conoscevo ne la preparazione tanto meno la storia, quindi anche questa volta l'MTC mi ha insegnato qualcosa.

Anna Maria insieme alla sfida ci chiede anche questo:

"Allora vi chiedo, alla luce del tema e della ricetta che ha reso possibile questa sfida, avreste voglia di raccontarmi quando, nella vostra vita, un momento legato al cibo ha fatto la differenza? "
Ed io vorrei rispondere un sacco di cose, poi mi accorgo che se chiudo gli occhi e cerco di pensare ad un momento bello o brutto della mia vita questo è sempre legato al cibo, per me il cibo è tanto è quasi tutto, il cibo accompagna e fa vivere la vita ed è davvero difficile capire un momento in cui ha fatto la differenza. 
Il cibo sono i momenti belli: le ricorrenze, le scampagnate, i ritrovi i famiglia, i ritorni, le partenze.
Cucinare e vedere gli occhi di una persona quando scopre che hai preparato quella cosa che le piace tanto. Il cibo per me sono anche i momenti bui, molte persone quando attraversano dei giorni difficili  e sono nervose tendono a non mangiare io il contrario, mangio, per me il cibo è un rifugio ed una consolazione. 
Quindi Anna Maria raccontarti un preciso istante in cui il cibo ha fatto la differenza per me è difficile ma ti posso dire che quando durante una qualsiasi cena in cui riesci con l'aiuto del cibo a vedere dei sorrisi, a passare delle ore piacevoli, ad appianare delle divergenze ed alcune volte grazie ad un piatto riesci a far rivivere delle persone che non ci sono più ecco quella è davvero la magia del cibo. 



Passiamo alla ricetta, come ho scritto io non conoscendo la ricetta non mi sono voluta discostare troppo da quella di Annamaria, ma ho deciso di aromatizzare il brodo con le foglie di limone e di accompagnarlo con delle friselle integrali.




Ingredienti per 6 persone
1,5 kg di pesce tra Scorfano, Gallinella, Tracina, Triglie,Ghiozzi
500g di Cozze
500g di Vongole 
750g di Cicale
500g di Spinarolo
1 carota
1 costa di sedano
4 foglie di limone e un pò di scorza di limone non trattato
1 cipolla bianca 
1 spicchio di aglio
1 manciata di prezzemolo
Olio Extravergine di Oliva
1/2 bicchiere di aceto
Pepe bianco



Mettere a Spurgare in acqua e sale le cozze e le vongole dopo averle pulite.
Squamate e sfilettate i pesci, riponete i filetti in frigo. 
Preparate il fumetto, mettete un filo di olio in una pentola capiente, quando sarà caldo buttate dentro le carcasse e schiacciatele bene con un mestolo. Quando saranno dorate aggiungete 4 litri di acqua molto fredda, quando inizia a bollire aggiungete la carota e la costa di sedano e togliete la schiuma che si forma sulla superficie, lasciate cuocere fino a che il liquido non si sarà ridotto a metà. Quando spegnete il fuoco aggiungete le foglie di limone ed un pezzetto di scorza e lasciate raffreddare. 
In una pentola ben capiente mettete la cipolla, l'aglio tritati finemente, fate soffriggere, aggiungete le cicale fate dorare e aggiungere qualche mestolo di fumetto caldo, aggiungere l'aceto e fate cuocere per qualche minuto con il coperchio aperto, poi mettete il coperchio e continuate la cottura per 15 minuti. Aggiungete le cozze e le vongole e fate cuocere con il coperchio chiuso fino a che non si saranno aperte. Unire i filetti di pesce e lo Spinarolo tagliati a tocchetti e fate cuocere SENZA MAI MESCOLARE per altri 5 minuti. Servite con delle friselle integrali sul fondo del piatto, una grattugiata di pepe bianco e di scorza di limone.


Con questa ricetta partecipo alla sfida n.55 del MTC 


martedì 15 marzo 2016

Ravioli di ricotta e castagne con sugo di cavolo nero

Non so quando per la prima volta ho assaggiato il tartufo ma so che l'ho sempre amato, il tartufo e una di quelle cose per cui davvero vale la pena vivere ;-) quell'odore che a molti non piace ma che io adoro e poi il suo sapore unico.
Così quanto ho visto che Sara del blog Pixelicious era nella giuria del contest: "Immagina il tartufo marzuolo" anche se questo per me è un periodo denso di impegni ho deciso che avrei partecipato, perchè il tartufo se lo merita! Il tempo per cucinare era veramente poco, ma poi mi sono ricordata che qualche mese fa avevo preparato dei ravioli che potevano sposarsi proprio bene con una grattugiata di tartufo.. ed eccoli per voi


Ingredienti per la sfoglia (per circa 40 ravioli):

(Nota: io preferisco una sfoglia con poche uova)
250g di farina di farro
50g di farina integrale
1 uovo
acqua (quanta ne prende la farina)

Ingredienti per il ripieno:
20 castagne lessate
150g di ricotta di pecora

Ingredienti per il sugo di cavolo nero
1 spicchio di aglio
1 cesto di cavolo nero (scegliete le foglie più tenere)
sale
 olio Extravergine di oliva
pinoli


Preparate la sfoglia disponendo le farine miscelate a fontana, rompete dentro l'uovo aggiungete l'acqua, un pizzico di sale ed impastate. Ripinete la pasta in frigo avvolta nella pellicola almeno per 40 minuti, poi spianatela.
Disponete la ricotta al centro e sopra un pezzetto di castagna, richiudete e ritagliate della forma che più vi piace (io ho scelto la margherita).


Nel frattempo iniziate a preparare il sugo: Mettete a soffriggere l'aglio, aggiungete il cavolo tagliato a listarelle e lasciate soffriggere a fuoco basso per qualche minuto. aggiungere un bicchiere di brodo vegetale e lasciare andare per 20 minuti circa a fuoco basso
Lessate i ravioli in abbondante acqua salata e conditeli con il cavolo nero ed una manciata di pinoli tostati.


Con questa ricetta partecipo al contest "Immagina.. il tartufo Marzuolo"




domenica 6 marzo 2016

Zuppa di Gulash Ungherese

Il freddo quest'anno sembra non farsi sentire, qui da noi non è proprio arrivato il freddo quello sano che ti pizzica il naso, quello che rientri in casa e ti si appannano gli occhiali, quello che hai voglia di piatti caldi e sostanziosi.. proprio come questo.
Mi è sempre piaciuta la Zuppa di Gulash, non ne so il motivo, in casa mia non si è mai mangiata ma la prima volta che sono stata a Budapest, l'ho assaggiata ed è entrata subito nella topo ten delle zuppe.


Le prime notizie certe su questo piatto risalgono al 1700 anche se ce ne sono cenni anche in epoca medioevale, la parola Gulash significa letteralmente "Zuppa del Mandriano", veniva cucinata appunto dai mandriani mentre trasportavano i bovini dalle pianure della Puszta ai mercati di Moravia, Norimberga fino ad arrivare a Venezia. La zuppa veniva cotta all'aperto in grandi paioli sospesi sopra il fuoco.
Alla fine del XVIII secolo questo piatto della "prateria" arrivò anche sulle tavole dei borghesi e da piatto contadino, il gulash divenne il piatto nazionale Ungherese e venne utilizzato addirittura per sostenere l’identità nazionale, quando le riforme dell’imperatore Austriaco Giuseppe II, Imperatore d’Ungheria, minacciavano l’identità culturale magiara. Da piatto dei bovari divenne così piatto della nobiltà, la quale cominciò a consumarlo proprio in quanto simbolo di identità nazionale.
La zuppa di gulash si basa su pochi principali ingredienti: carne di manzo e di maiale, cipolla, paprika e patate. 
Una cosa da sapere è la differenza tra zuppa di gulash e gulash infatti la zuppa (come dice il termine) è un piatto brodoso mentre il gulash si presenta come uno spezzatino denso che in Ungheria è chiamato Porkolt (se volete più informazioni ho trovato proprio qui, in una vecchia sfida del MTC un bell'approfondimento di Maria Luisa Colucci - Lasagnapazza http://www.mtchallenge.it/2014/01/mtc-n-35-dal-gulyas-al-gulasch.html).

Ingredienti per 3/4 persone:

200g di polpa di manzo
200g di polpa di maiale
3 patate
1 cipolla bionda
1 spicchio di aglio
1,5 L di brodo di carne
strutto
2 cucchiai di paprika dolce
cumino in semi
1 foglia di alloro
aceto
mezzo bicchiere di vino bianco



Cuocere la cipolla a pezzetti nello strutto con una foglia di alloro e uno spicchio di aglio, quando saranno dorate aggiungere la carne tagliata a dadini piccoli, la paprica e i semi di cumino schiacciati, soffriggere e sfumare prima con un pò di aceto e poi con il vino bianco. 
Aggiungere il brodo e cuocere a fiamma bassa per almeno 2 ore. 
Gli ultimi 15-20 minuti di cottura se volete potete aggiungere le patate tagliate a dadini direttamente nella zuppa oppure lessate le patate a parte e scolatele un pò prima, terminate la cottura all'interno della zuppa.


La mamma di un amico, originaria della città di Budapest mi ha detto che a nella sua città questa zuppa è sempre accompagnata con gli gnocchetti di acqua e farina, cotti direttamente dentro la zuppa.

Buona serata
Ambra

domenica 28 febbraio 2016

Barrette home made per la merenda del lunedì

Sono ormai da diversi anni in lotta perenne con la bilancia, sono una golosa e amo troppo mangiare per riuscire a trattenermi, in più per me il cibo è un rifugio e una consolazione.. avete presente quelle mattinate in ufficio che non sembrano passare mai, o che passano troppo freneticamente, ecco arrivano le 11.00 e io mi fionderei su qualsiasi cosa di commestibile, per cui o apro il cassetto e tiro fuori una tristissima barretta confezionata o mi dirigo verso la macchinetta (cosa sbagliatissima...). Per questo è già da un pò che penso di preparare delle barrette fatte in casa con gli ingredienti che mi piacciono, per cui mi sono documentata sul procedimento da seguire e per domani mi ritrovo con una decina di profumatissime barrette. Così la settimana inizia meglio.


Ingredienti per circa 13 barrette

70g di fiocchi di farro
25g di mandorle pelate
25g di nocciole pelate
30g di noci
30g di semi di sesamo
30g di farina di cocco
50g di mirtilli rossi disidratati
50g di cioccolato extra fondente a scaglie
2 cucchiai di miele millefiori
2 cucchiai di zucchero di canna grezzo



Tritare grossolanamente al coltello le mandorle e le nocciole, tostatele in una padella antiaderente e mettete da parte in una ciotola. Tostate i semi di sesamo fino a che non avranno un colore ambrato ed aggiungerli al mix di frutta secca, aggiungere i fiocchi di farro e la farina di cocco e mescolare.
In un pentolino antiaderente scaldate il miele con lo zucchero fino a che non sarà ben fluido (attenzione il composto non deve bollire), versatelo nella ciotola con i fiocchi di farro e il mix di frutta secca e mescolate bene, aggiungete i mirtilli e le gocce di cioccolato e mescolate ancora.
Nel frattempo scaldate il forno a 150°C.
Foderate il fondo di una teglia o la placca del forno con uno strato di carta da forno, versare sopra il composto e modellarlo bon le mani umide in modo da ottenere un unico strato alto circa 1 cm ben compatto. Infornate a 150°C per circa 20 minuti e successivamente lasciate raffreddare.
Quando è ben freddo procedete a tagliare le barrette della misura che preferite utilizzando un coltello con la lama inumidita.
Conservate all'interno di un contenitore ben chiuso.



Buona settimana a tutti!

Ambra